BAM design.
Figli, fratelli e padri della stessa certezza.
Che un artificio può essere spontaneo,
che nelle cose abitano i mondi.

"Tonie"

Dietro il volto scavato, oltre le gambe salde.

Dentro la larghezza esatta delle spalle di un padre, nel cuore insondabile e severo. Costretto tra facciate scure e buio malcelato. Non c’è niente, a parte lo spazio che attendi. Non puoi dire che è vuoto.

Questo è TONIE.

"Boe"

Tolto l’odore acre, i pascoli assolati, i muggiti gravi.

A parte i nomi, il loro lavoro, la cura per addomesticarli.

Restano le schiene ingobbite, le corna ricurve, il pesante ciondolo sonoro che dà loro voce – unica, inconfondibile.

Basta questo per accarezzarne uno, respirarne la potenza mansueta, riconoscerne il canto.

Questo è BOE.

"Bukau"

Leggero come la foglia che fluttua a mezz’aria, fermo come il prato su cui si posa.

Segnato dal tempo, aperto al mondo, unico.

Raccoglie, mostra, espone. Perché è il dovere di ogni esperienza.

Come la foglia nuda che cade, orgogliosa dei segni che porta e del volo che affronta.

Questo è BUKAU.

"Lanterna Cubo"

Solenni come pianeti incorniciati, o discreti come facce di una luna tascabile.

Rifulgono maestosi e interrompono il buio, lo smorzano, lo adornano.

"Cactus"

Mosso da due tensioni: anelito verso il cielo e girotondo.

Per questo ritto come un guardiano, circolare come il tempo. Sentinella di un deserto in bianco e nero, è sempre presente e sempre nel ricordo. Ha perduto l’arido, vive il ripetersi identico, sovrappone e confonde le stagioni.

Questo è CACTUS.